Storie di grappa

Alle Porte del Trentino, nel cuore della Vallagarina tra castelli, cultura e vigneti l’arte del distillare da vita a una raffinata grappa da meditazione invecchiata di luna in luna per 18 mesi. Il profumo intenso, il gusto rotondo, il colore caldo e ambrato regalano un’esperienza unica nel suo genere.
Un viaggio tra tradizione e innovazione alla scoperta della grappa stravecchia Diciotto Lune Marzadro. Ascolta tutti gli approfondimenti direttamente dal racconto dei protagonisti.

Una grappa rivoluzionaria

I vent’anni di storia della grappa stravecchia Diciotto Lune Marzadro e la rivoluzione del mondo delle grappe.

Risponde: Alessandro Marzadro, terza generazione Distilleria Marzadro

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La tradizione

La tradizione di una distilleria che ha dato vita alla raffinata grappa stravecchia da meditazione Diciotto Lune Marzadro.

Risponde: Stefano Marzadro, amministratore delegato della distilleria Marzadro

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Tecniche produttive

Vecchie e nuove tecniche produttive si incontrano nella grappa stravecchia Diciotto Lune Marzadro.

Risponde: Luca Marzadro, terza generazione Distilleria Marzadro

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LA DISTILLERIA

La Distilleria Marzadro è un vasto e arioso complesso fatto di pietra, legno e vetro, che si esprime con la sua armoniosa architettura immersa nel verde dei vigneti. La realizzazione della struttura è stata affidata dalla famiglia Marzadro agli architetti bolzanini Walter Maurmayr e Günther Plaickner, i quali, basandosi sul concetto di “artigianalità contemporanea” hanno dato vita ad una struttura completamente integrata nel territorio circostante. Il tetto, ad esempio, è stato ricoperto da un tappeto verde formato da 60.000 piante precoltivate, appartenenti alla specie dei licheni: una soluzione adottata non solo per ragioni estetiche, ma anche per garantire un migliore isolamento termico della struttura, e quindi consentire un importante risparmio energetico. L’alto valore del nuovo impianto sotto il profilo ecologico viene evidenziato anche dall’orientamento nello spazio degli edifici, che sono infatti posizionati per sfruttare al meglio la loro collocazione rispetto al sole.

Oltre a facilitare la penetrazione dei raggi solari, un ampio uso delle vetrate nella costruzione dello stabilimento contribuisce a creare una sorta di continuità fra l’ambiente esterno e quello interno. Queste sono state utilizzate anche per realizzare la suggestiva cupola in vetro e metallo che custodisce al suo interno la sala degli alambicchi. All’interno vengono svolte tutte le fasi operative della distilleria che in precedenza erano disperse in varie località sparse fra Rovereto e i comuni limitrofi. La nuova struttura si compone di tre edifici, dedicati rispettivamente alla produzione e all’immagazzinamento, al deposito delle vinacce e agli uffici amministrativi.